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PROGETTO POZZO

I NOSTRI POZZI PIU' RECENTI
FEBBRAIO 2009
Il sogno continua...
I volontari della Onlus I care sono appena tornati dall'Uganda, dove hanno avviato l'uso di 6 nuovi pozzi, costruiti con i fondi raccolti con manifestazioni nelle scuole, spettacoli teatrali, burraco di beneficenza, la lotteria di fine anno e grazie a tanti donatori anonimi e sostenitori della nostra Missione.
Sono diversi i gruppi di amici che hanno preso parte a questa nuova opera.
Ad esempio scuola elementare e materna E.A. Mario ha visto coronare il sogno di realizzare un secondo pozzo, dando acqua ad un altro villaggio del comprensorio di Mulagi.
Pozzo di Butengo
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E' stato aperto anche un altro pozzo donato dagli amici di Scauri dell'Associazione "Insieme per la solidarietà" di Scauri (Minturno), grazie alla sensibilità e all'impegno della Prof.ssa Maria Cicala e dell'amico Italo Di Nora,
nonchè dell'amico Giuseppe Tomao, presidente della manifestazione "Settembre a Scauri", che hanno organizzato sul proprio territorio lodevoli iniziative a favore della nostra missione.

Grazie a voi donatori, molti bambini ugandesi non dovranno più percorrere chilometri di sterrato ogni giorno per reperire acqua, non dovranno più abbandonare la scuola per sopperire a questo bisogno primario, non dovranno più accontentarsi di acqua paludosa, melmosa e portatrice di malattie infettive e gastrointestinali molto spesso a decorso infausto.
Ecco una dimostrazione che con tanti piccoli gesti messi insieme, si possono compiere grandi opere.
Ecco la dimostrazione che volendo, si può fare moltissimo anche stando lontani migliaia di chilometri.
Ecco la dimostrazione che la volontà di aiutare questa gente si trasforma subito in un nobile e concreto gesto d'amore.
Raccogli fondi per scavare un nuovo pozzo nel comprensorio di Mulagi.
Ogni pozzo costa circa 7000 euro ed occorre meno di un mese di lavoro per realizzarlo.
Le nostre coordinate bancarie:
Monte dei Paschi di Siena Filiale di Napoli - Ag. 9
IBAN - IT 19 V 01030 03409 000000318426
intestato a: Onlus I Care,
Via Salvatore di Giacomo, 4 80017 Melito di Napoli (Na)
Le nostre coordinate postali:
c.c.p. 64111446
intestato a: Onlus I Care,
Via Salvatore di Giacomo, 4 80017 Melito di Napoli (Na)
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Le donazioni sono deducibili
Il decreto legislativo 460 del 1997, che riguarda le organizzazioni di pubblica assistenza prevede la possibilità di detrarre dal proprio reddito le donazioni verso queste. La deducibilità fiscale è una delle maggiori agevolazioni contenute nel decreto e, venendo incontro alla generosità delle persone, vuole essere un incentivo per far crescere e migliorare anche la Onlus I CARE.
Il comprensorio di Mulagi è molto vicino al lago Vittoria (il piu’grande del mondo) ma l’acqua ai margini del lago è melmosa e non potabile.
La maggior parte dei villaggi utilizza acqua prelevata da paludi malsane, oppure si preleva l’acqua con taniche lungo le strade principali, obbligando le persone, in particolare i bambini, a percorrere a piedi decine di km al giorno con una tanica sulla testa per portare una minima quantità d’acqua alla propria capanna.
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L’acqua inquinata, viene così utilizzata favorendo la trasmissione di malattie gastroenteriche e infettive a decorso quasi sempre infausto.
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La costruzione di un pozzo nei pressi di un villaggio permette alla popolazione di approvvigionarsi dell’acqua potabile in modo più semplice e sicuro.
Con questa scelta puoi contribuire a costruire ulteriori pozzi per aumentare l’accessibilità all’acqua potabile
a molti altri villaggi.
Ogni pozzo viene munito di una pompa a mano e si scende in profondità fino a
60 mt, per far sì che l’acqua sia pura.
Nel luglio del 2007, tra il 16 e il 20 luglio, abbiamo inaugurato 6 pozzi nuovi, scavati nel comprensorio di Mulagi e realizzati grazie alla generosità e alla fiducia di tanti nostri amici.
1. Leresi
2. Bughanga
3. Namwaya
4. Buwihula
5. Naminyagwe
6. Bugwera
I NOSTRI POZZI IN UGANDA

"Tutti i pozzi
goccia per goccia..."
16 luglio 2007 ore 10,00 -Villaggio di Leresi -
Butaleja district

Dono di tutti coloro che hanno sostenuto il
Progetto pozzo
"Una goccia per la vita"
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17 luglio 2007 ore 10,00 - Villaggio di Buwihula -
Butaleja district
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Dono della ditta di Caserta
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17 luglio 2007 ore 15,00 Villaggio di Bugwera -
Butaleja district

Dono della ditta
CO.GE.PA. S.p.A.
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18 luglio 2007, ore 11,00 Villaggio di Naminyagwe -
Bugiri district
Dono dei bambini dell' 84° C.D.
"E.A. Mario" - "De Curtis" di Napoli
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18 luglio 2007, ore 14,00- Villaggio di Bughanga -
Butaleja district
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Dono del Notaio Antonio Areniello di Napoli
e della di Napoli
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19 luglio 2007, ore 10,00 Villaggio di Namwaya-
Tororo district
Dono delle scuole di Sarno e Fuorigrotta
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TUTTI I DETTAGLI
Perché è importante costruire un pozzo?
In Africa 4 decessi su 5 sono legati all’uso di acqua contaminata e quindi prevenibili. L’assenza d’acqua potabile è una delle cause fondamentali del circolo vizioso di fame,
malattia e povertà.
Come il tuo sostegno si trasforma in un pozzo?
Quando riceviamo l’intero importo di donazione equivalente al costo di un pozzo, informiamo i nostri referenti in Africa del versamento: il nuovo donatore è abbinato ad uno dei villaggi, già individuati come tra i più bisognosi, e si parte con il progetto pozzo! Il nostro referente locale, Suor Giuseppina, segue poi scrupolosamente tutte le diverse fasi del progetto: dallo scavo alla cementazione del pozzo, dal controllo sulla potabilità dell’acqua all’installazione della pompa, dal corso di formazione di personale per la futura manutenzione del pozzo a quello di educazione sanitaria e ambientale per l’intera comunità.
Quanto dura il progetto e quali informazioni riceverai?
I tempi impiegati per la costruzione di un pozzo sono variabili: dipendono dal terreno, dalla profondità in cui si trova l’acqua, dal tempo che la comunità riesce a dedicare agli scavi, dalle difficoltà d’accesso al pozzo con i mezzi di trasporto, dalle condizioni economiche del villaggio.
Con quale criterio si sceglie il villaggio più bisognoso?
I villaggi in cui vengono costruiti i pozzi sono scelti in base alle effettive esigenze (distanza dalle fonti d’acqua, presenza di malattie legate all’acqua contaminata.. ) ma anche in base alla volontà dimostrata dalla comunità di realizzare e mantenere il pozzo in futuro.
Perché è importante l’attività di formazione e educazione sull’acqua?
Poiché ciò che manca in Africa spesso non è l’acqua in sé, ma l’acqua potabile, è necessario insegnare come evitare la contaminazione dell’acqua. L’educazione ambientale e sanitaria che noi svolgiamo consiste in lezioni, che con strumenti semplici ed efficaci, insegnano a tutti i membri della comunità la necessità di differenziare l'uso domestico dell’acqua dall’uso animale ed altre norme igieniche di base.
Cosa significa perforare un pozzo?
L’installazione di impianti dotati di pompa a mano costituisce la più efficace soluzione al problema della carenza d’acqua: il pozzo è in grado di servire più villaggi, il meccanismo manuale lo rende facilmente accessibile, mentre la copertura in cemento impedisce il propagarsi di infezioni. L’attività di perforazione richiede una considerevole mobilitazione di personale e di mezzi: la macchina perforatrice, un trailer (camion con rimorchio) per il trasporto delle diverse attrezzature, un’autobotte per il trasporto dell’acqua e una per il gasolio necessario al funzionamento del compressore da 22 BAR, oltre al cosiddetto “impiantino di servizio”, ovvero un camion dotato di bracci mobili per calare i tubi nel terreno.
Come si svolge l’intervento?
Tre sono le fasi principali: 1) La perforazione vera e propria, con relativa pulizia del pozzo 2) L’effettuazione del Pump Test per verificare la portata e la capacità della struttura 3) L’installazione della pompa manuale e la costruzione della piazzola di cemento in superficie (apron) La perforazione – dai 70 m di profondità in avanti – richiede un paio di giorni, la realizzazione della piazzola di cemento , altre 24/36 ore (compresa la gittata di cemento e la sua stabilizzazione), mentre occorre un altro giorno per l’installazione della pompa. Ripercorrendo la costruzione di un nuovo pozzo, pertanto, occorre considerare anche il supporto logistico per le squadre coinvolte: quella dei perforatori e quella, che entra in azione successivamente alla prima, degli operai addetti all’apron. Ciò significa non solo garantire vitto e alloggio agli operatori, ma anche la disponibilità di pezzi di ricambio in caso di guasti e la sicurezza. Due aspetti che, nel mezzo della foresta, non sono poi così scontati…
A proposito di acqua…
• Oltre 1 miliardo di persone al mondo non ha accesso a fonti di acqua potabile.
• Quasi 3 milioni e 500 mila individui muoiono, ogni anno, a causa di malattie trasmesse da acqua contaminata: tra loro, 5000 bambini al giorno.
• L’Onu definisce la carenza di risorse idriche il problema ambientale più serio del nostro Pianeta.
• Si può sopravvivere un mese senza mangiare. Senza bere, non si vive più di una settimana.
• Il fabbisogno idrico minimo pro-capite è di 5 litri nell’arco delle 24 ore, ma per avere condizioni di vita accettabili, secondo le stime dell’O.M.S., ne occorrerebbero almeno 50.
• Le Nazioni Unite hanno stabilito la soglia di 40 litri giornalieri come diritto minimo all’acqua.
• Tre miliardi di persone, nel mondo, vivono in case prive di sistema fognario.
• Il consumo d’acqua a livello globale, negli ultimi anni, è aumentato il doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione: significa che, progressivamente, chi ha a disposizione l’acqua ne consuma (o spreca?) una maggiore quantità.
• In 29 Paesi il 65% della popolazione non può soddisfare il fabbisogno idrico vitale.
• Un abitante degli Stati Uniti ha a disposizione 425 litri d’acqua al giorno, un italiano 237, un francese 150. In Uganda, la quantità media accessibile è compresa tra i 5 e i 10 litri quotidiani per persona: per bere, lavarsi, cucinare.
• Il consumo medio di una famiglia europea è di 165 litri al giorno, quello di una famiglia africana non va – o meglio, non può andare – oltre i 20 litri.
• Solo l’1% di tutta l’acqua sulla Terra è utilizzabile per attività umane: il 33% di questa piccola quantità è destinato all’agricoltura, il 16% ad usi domestici, l’11% all’industria e il 40% alla produzione di energia.
• Urge il miglioramento della rete fognaria del nostro Paese: il 60% dell’acqua potabile che arriva nelle nostre case si disperde lungo il percorso. Quando apriamo il rubinetto, lo facciamo non solo per bere, ma anche per annaffiare giardini, prati e terreni da golf, irrigare i campi e lavare l’auto: usi per i quali sarebbe altrettanto valida l’acqua piovana!
• A proposito di rubinetto: sapevi che lascia scorrere 10 litri al minuto? Tenendolo aperto per 3 minuti mentre ci si lava i denti, almeno 30 litri d’acqua se ne vanno, inutilizzati, dritti allo scarico. Per evitare sprechi, chiudiamolo anche sotto la doccia, mentre applichiamo shampoo e bagnoschiuma.
• Anche lo scarico del water può contribuire a ridurre i consumi: oltre il 30% dell’acqua che scorre nelle nostre case viene da lì… Ogni volta che si preme il pulsante, se ne vanno dai 10 ai 12 litri: ciascuno di noi utilizza, in questo modo, 29 mila litri d’acqua all’anno. Esiste un semplice dispositivo, il regolatore di flusso, che erogando quantità differenziate in base alle esigenze permette di risparmiare migliaia di litri d’acqua.
• Curiamo la manutenzione delle tubature: un foro da un millimetro fa perdere 22.000 litri in 12 mesi, un rubinetto che gocciola equivale a uno spreco di 4000 litri l’anno.
Per contatti :
cell.
335.7688290
338.4560080
Scrivi a: “I CARE” - ONLUS Via Salvatore Di Giacomo, 4 80017- Melito di Napoli (Na)
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