Giovani

Progetto Shalom “Soroti Youth for Peace” 

Il contesto del distretto di Soroti è molto critico, a causa della guerra civile terminata da qualche anno e di guerriglie tra tribù. A Sorothi, al termine del conflitto, la popolazione è stata sistemata in campi profughi: per la maggior parte persone senza famiglia e casa, orfani, vedove, mutilati, ex-bambini soldato. Dopo la fine dei conflitti vi è stato il tentativo di ritornare nei villaggi d’ origine che nel frattempo erano stati rasi al suolo. Queste persone sono definite “I.D.P” - Internally displaced persons ("Sfollati interni”). 

Il Progetto Shalom nasce dal desiderio 

di assistere e reintegrare le giovani “vittime” 

della guerra, proteggere e assistere gli sfollati 

interni, priorità del Vescovo di Soroti, Mons. Obbo (oggi vescovo della diocesi di Tororo)

 
La prima fase del progetto è stata di aggregazione, con meeting periodici al fine di riavvicinare i giovani del territorio e renderli consapevoli e protagonisti del loro recupero sociale e psicologico: incontrandosi e confrontandosi, pianificando e organizzando nuove strade per il futuro con l’aiuto del Vescovo di Soroti. 

La seconda parte ha visto, nell'Agosto 2012, l’apertura di un centro sociale polifunzionale permanente: si sono attivati corsi di formazione per l’avviamento al lavoro agricolo, all’allevamento, all’apicoltura ed altre attività produttive consentite dal contesto. 

Lo scopo fondamentale di questa iniziativa è di portare le generazioni future alla consapevolezza delle proprie potenzialità e quindi all’autosussistenza. 

Il progetto è stato finanziato dalla Onlus nella costruzione del centro polifunzionale, attualmente la gestione è affidata ai giovani del distretto di Soroti. 


I giovani di Tororo 


Nel 2017 la Onlus ha sostenuto la diocesi di Tororo nell'acquisto di strumenti musicali e sussidi per l'amplificazione.

Ciò ha permesso ai giovani di formare una banda musicale, aggregarsi e divenire promotori di eventi culturali all'interno del distretto.

La diocesi è guidata dal vescovo Emanuele Obbo, il quale crede fermamente nei giovani, accompagnandoli in percorsi di autonomia al fine di farli sentire gli unici veri protagonisti del loro futuro.